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“SULLA TUA PAROLA”

INCONTRO DEI GIOVANI DEL VICARIATO APOSTOLICO DELL’ANATOLIA

Nella meravigliosa terra di Anatolia, impregnata di amore e di fede, la Cattedrale dell’Annunciazione di Iskenderun ha ospitato un altro significativo incontro dei giovani che hanno ascoltato la chiamata di Dio e si sono ritrovati insieme per vivere delle giornate che non sono state solo un calendario di eventi, ma l'espressione concreta di un cammino comune, di una speranza condivisa e di un profondo spirito di fratellanza. La preghiera, l'ascolto e lo stare insieme hanno ricordato la vivacità della fede e dei legami di amicizia che attraversano il tempo. 


Tutto è iniziato il 23 gennaio con l'emozionante riunione dei giovani del Vicariato apostolico dell'Anatolia. Le diverse voci, provenienti da Adana, Mersin, Trabzon, Samsun, Hatay, Izmir e Istanbul, si sono unite nella fede creando un'unica melodia. Questo incontro è stato più che un semplice raduno: è stata la prova più bella del desiderio dei giovani, riuniti attorno al Vangelo, di mettere in pratica la fede che vivono e condividono.


Il primo incontro è stato tenuto dal vescovo Monsignor Antuan Ilgıt, responsabile del Vicariato apostolico dell'Anatolia, che ha offerto importanti suggerimenti sul percorso spirituale da intraprendere. Monsignor Antuan ha adottato un approccio che va oltre le conoscenze teoriche, toccando il mondo interiore dei giovani e invitandoli a riflettere e ad approfondire la loro spiritualità. Non si è limitato a spiegare questo atteggiamento spirituale solo con le parole, ma lo ha concretizzato e reso visibile stando in mezzo ai giovani, ascoltandoli attentamente e rimanendo al loro fianco in ogni momento. Questo atteggiamento paterno e sincero è stato un elemento fondamentale per connotare lo spirito del campo. Anche gli ospiti provenienti da Istanbul hanno partecipato al programma, condividendo con i giovani momenti di spiritualità.


I giovani hanno incontrato il capo spirituale della comunità cattolica armena di Istanbul e della Turchia, il vescovo Monsignor Vartan Kirakos Kazanjian, Emil Salman e Viktor Yüklen. Le loro brevi presentazioni e le sincere condivisioni hanno arricchito tutti e hanno permesso ai giovani di sperimentare direttamente la diversità culturale e lo spirito di unità all'interno della Chiesa.

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Celebrazione liturgica alla luce di San Paolo

Domenica 25 gennaio è stata organizzata una visita significativa a Tarso. In occasione della Festa della Conversione di San Paolo, è stata celebrata una Liturgia nella Chiesa di San Paolo, luogo di grande importanza per la storia del Cristianesimo. Non è stata per i giovani una semplice gita, ma l'occasione per percepire un riflesso vivo di quella chiamata che, narrata nella Sacra Scrittura, arriva fino ai giorni nostri.


La Santa Messa è stata presieduta da Monsignor Antuan Ilgıt e da Monsignor Vartan Kirakos Kazanjian. La Liturgia, celebrata in un’atmosfera che porta le tracce della storia della fede, ha offerto ai giovani lo spazio per interrogarsi sui propri obiettivi di vita e per rivalutare la propria vocazione. La pace e la serenità, percepite durante la celebrazione, sono diventate la risposta spirituale alle condivisioni avvenute durante il campo. I canti intonati dai giovani sono risuonati come una testimonianza sincera delle loro speranze e della loro fiducia in Dio. Quel giorno speciale, in cui si ricordava il momento di svolta nella vita di San Paolo, ha offerto ai giovani un'esperienza indimenticabile che ha rafforzato la loro vita spirituale.



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Il giorno successivo sono state proposte attività divertenti e istruttive che hanno permesso ai giovani di stare insieme e socializzare. I lavori di gruppo, le conversazioni e le attività interattive svolte durante la giornata, hanno permesso loro di conoscersi meglio e di approfondire il loro percorso interiore condividendo esperienze ricche di significato.


Le presentazioni, tenute dai sacerdoti lo stesso giorno, hanno contribuito a creare un legame più consapevole tra la vita quotidiana dei giovani e il loro mondo di fede. Gli incontri, svoltisi in un ambiente aperto e basato sulla fiducia, hanno rafforzato i legami tra i partecipanti mentre il clima di fiducia, creatosi durante il campo, ha preparato il terreno per lo sviluppo del senso di appartenenza e di famiglia.

Il Potere dell'unità e della solidarietà

Uno dei momenti più significativi è stato il “Giorno di Preghiera per l'Unità dei Cristiani”, vissuto nella Cattedrale dell'Annunciazione di Iskenderun. Il fatto che fedeli di diverse tradizioni cristiane si siano riuniti nello stesso luogo, con un unico cuore, ha messo in evidenza il potere unificante della fede. L’incontro è andato oltre il semplice significato teorico suggerendo ai giovani come incarnare la fede nella vita quotidiana. Esso ha offerto loro l'opportunità di sperimentare in prima persona che le differenze non sono motivo di divisione, ma piuttosto un arricchimento della fede. Grazie alle preghiere recitate insieme, i giovani hanno compreso meglio le radici della propria fede e hanno scoperto quanto sia profondo e indissolubile il legame che li unisce alle altre tradizioni. Questo processo non solo ha donato pace ai singoli, ma ha anche rafforzato il senso di comunità, aprendo la strada ad una maggiore e reciproca comprensione e ad un'empatia più profonda.


I giovani presenti all'incontro hanno partecipato a questo momento cantando in coro dei canti religiosi. La loro partecipazione sincera è stata una trasposizione, in note, della fede. I canti non hanno toccato solo le orecchie, ma direttamente i cuori; grazie al potere avvolgente della musica, le differenze sono state cancellate e hanno lasciato il posto ad una unità incrollabile. Questa armonia unica di voci è rimasta impressa nella memoria come la forma di espressione più alta e potente di una fratellanza possibile.


Con il passare dei giorni, questo viaggio interiore è diventato più evidente: ogni nuovo incontro, aggiungendosi alle condivisioni precedenti, ha contribuito alla crescita spirituale dei giovani. La continuità vissuta durante il campo ha permesso di andare oltre le emozioni momentanee e di acquisire una consapevolezza duratura. Questa esperienza comune ha creato un senso di unità che ha pervaso l'intero campo, trasformando ogni giorno in un processo che dava significato a quello precedente.


L'ultima serata del campo si è trasformata in una festa, abbiamo raccolto i ricordi e le emozioni condivise. I piccoli spettacoli e le varie attività sono stati un riflesso gioioso delle esperienze spirituali vissute durante il campo. Questa serata è stata molto più di un semplice divertimento: è stato un momento davvero speciale in cui si è compreso il valore del tempo trascorso insieme e la bellezza di coltivare sogni condivisi.

I video proiettati sugli schermi, le canzoni cantate all'unisono e i giochi hanno rafforzato i legami intessuti durante il campo, offrendo ai giovani uno spazio libero dove potersi esprimere in modo naturale. Queste ore allegre, accompagnate da risate e balli, hanno lasciato il posto a una dolce stanchezza dopo le intense giornate, completando il quadro di una grande famiglia come si è visto fin dal primo giorno. Questi momenti sembravano annunciare che le amicizie instaurate non sarebbero rimaste limitate al programma del campo, ma si sarebbero trasformate in un legame sincero, duraturo e indissolubile.


L'ultima sera, piuttosto che un triste addio che segnava la fine del campo, è stata una conclusione grandiosa che ha impresso nella memoria tutte le esperienze vissute. La serata è rimasta nei cuori come un prezioso riassunto dei giorni trascorsi e come il primo grande ricordo delle amicizie che porteranno con sé nel futuro.


Sebbene il campo si sia concluso la mattina del 28 gennaio, le tracce lasciate da questo incontro negli animi dei partecipanti sono state così profonde da non poter essere racchiuse in un limitato periodo di tempo. I giovani sono partiti con la determinazione di diffondere in ogni ambito della loro vita le nuove consapevolezze acquisite, le speranze rinnovate e i legami indissolubili che hanno costruito qui.


Così questo incontro è diventato qualcosa di più di un evento segnato sul calendario e poi lasciato alle spalle: ha offerto una guida in grado di orientare il futuro dei giovani e dare forza ai loro passi.


Quello che è successo a Iskenderun non è l'ultima tappa di un processo giunto al termine, ma è un primo passo che continuerà a illuminare il cammino dei giovani che, diretto verso la santità, prosegue per tutta la vita.

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Articolo e foto: Julia Elif Ayata