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NOVEMBRE 2026

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Mark Teant

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CHIESA CATTOLICA SIRIANA


Prima della Festa della Resurrezione di Cristo Gesù dalla morte, durante le sei settimane di preparazione alla Pasqua, ogni venerdì, nella nostra Chiesa Cattolica Siriana di Gümüşsuyu, si svolge la "Via Crucis", uno dei riti più importanti di questo periodo di penitenza e digiuno; esso ci ricorda il peso della croce, il sacrificio e il prezzo della nostra salvezza. Si tratta di un momento di adorazione e meditazione, attraverso le 14 stazioni che commemorano le ultime ore di Cristo, dalla sua condanna a morte alla crocifissione sul Golgota a Gerusalemme e alla sua sepoltura. Coloro che vi partecipano si fermano ad ogni stazione per ricordare le sofferenze patite da Cristo. L'obiettivo è quello di consentire ai fedeli di vivere una purificazione spirituale e di approfondire la propria fede. Al termine, insieme alla comunità, si consuma il pasto di Quaresima, preparato dalle donne, e si condividono esperienze. Quest'anno l’ospite della prima settimana è stato padre Şirvan Mürzyan, del Patriarcato armeno, che ha tenuto una riflessione dal titolo “Che cos'è la morte per i cristiani? Come sarà la vita dopo la morte”. Ha illustrato, alla luce delle Scritture, alcuni argomenti di interesse comune. Saremo ricompensati con la vita eterna grazie alla giustizia di Dio? Cosa sono il Paradiso e l'Inferno e quali sono le tappe che le anime dovranno attraversare dopo la morte? Cosa accadrà con la resurrezione? Il secondo venerdì del Grande Digiuno, nell’ambito degli Incontri di Sensibilizzazione, il sig. Parin Yakupyan, uno dei fondatori dell’Associazione Huys, ha illustrato lo scopo della fondazione e le attività rivolte alle persone con speciali bisogni. Successivamente la ricercatrice e storica Hanriyet Basoğlu, nella sua presentazione intitolata “Viaggio nel tempo da Taksim a Şişli”, ci ha accompagnato in un percorso che, partendo da Piazza Taksim, ha toccato i quartieri di Harbiye, Elmadağ, Pangaltı, Teşvikiye, Nişantaşı, Osmanbey, Kurtuluş, Feriköy e Bomonti fino a Şişli, accompagnandoci in un interessante viaggio nella memoria, dal passato ai giorni nostri. Il terzo venerdì di Quaresima, i nostri ospiti della Commissione Giovanile Cattolica hanno condiviso alcune riflessioni sulla visita di Papa Leone XIV a Istanbul nel 2025. Abune Paul, padre Jackie, Emil Saman, Yusuf Can Araz, Nora Hisarlı, Melani Nalcı e Ninve Önder hanno illustrato in particolare i preparativi e il percorso organizzativo della Santa Messa celebrata il 29 novembre alla Maslak Arena davanti a 5000 persone. Il quarto venerdì della Grande Quaresima, Abune Paul Kass Daoud ha tenuto una conferenza dal titolo “Dal sacrificio all'Eucaristia: il percorso della Santa Messa nella tradizione cattolica”. L'intervento ha illustrato il processo storico e teologico che ha condotto alla Santa Messa, presentando un percorso che va dal sacrificio tipico delle religioni antiche fino alla celebrazione del mistero dell'Eucaristia nella Chiesa cattolica. Inizialmente è stato spiegato il modo in cui il concetto di sacrificio si è evoluto nel corso della storia. Nelle religioni pagane, il sacrificio veniva solitamente offerto per placare gli dei o ottenere la prosperità e spesso era motivato dalla paura. Nell'Antico Testamento, invece, il sacrificio divenne un segno dell'alleanza tra Dio e il suo popolo e una via per il perdono dei peccati (cfr. Libro dei Leviti). Tuttavia questi sacrifici erano incompleti e prefiguravano un sacrificio più grande. L’attenzione si è poi concentrata sul culmine della rivelazione divina, ovvero Gesù Cristo. Durante l’Ultima Cena, il Signore, istituendo il sacramento dell’Eucaristia, si è offerto sotto le specie del pane e del vino: «Questo è il mio corpo… Questo è il mio sangue». Sulla croce, invece, il Cristo si è offerto come sacrificio perfetto e definitivo per la salvezza di tutta l’umanità. Così, secondo la dottrina cattolica, Egli è diventato contemporaneamente sacerdote, vittima e altare (cfr. Lettera agli Ebrei). Il sacrificio non è più un atto ripetuto, ma la presenza misteriosa e permanente del sacrificio della croce. Successivamente è stato spiegato come veniva celebrata la Santa Messa nella Chiesa primitiva. Gli apostoli e i primi cristiani si riunivano per spezzare il pane e pregare, mettendo in pratica il comando del Signore: «Fate questo in memoria di me» (cfr. Atti degli Apostoli 2,42). Così la liturgia iniziò a prendere forma in una struttura che univa l’annuncio della Parola di Dio alla celebrazione dell’Eucaristia. Successivamente è stata affrontata la struttura dell’attuale Santa Messa. La Messa si compone di due parti principali: Liturgia della Parola: lettura e spiegazione della Parola di Dio. Liturgia eucaristica: l’offerta del sacrificio eucaristico e la comunione con il Corpo ed il Sangue del Signore da parte dei fedeli. Sebbene vi siano diverse tradizioni liturgiche (come i riti latini e orientali), gli elementi fondamentali comuni a tutte esprimono l’unità di fede della Chiesa, mentre ogni tradizione conserva la propria ricchezza. Il discorso si è concluso con una riflessione su come viviamo oggi la Santa Messa. La Messa non è solo un dovere religioso, ma un incontro vivo con il Cristo risorto. Qui il credente si nutre della Parola di Dio e del Corpo di Cristo ed è chiamato a trasformare questa esperienza in testimonianza di amore e servizio nella vita quotidiana. In questo senso, la Santa Liturgia continua ad essere la fonte e il culmine della vita della Chiesa; è la continuazione vivente nel tempo del sacrificio salvifico di Cristo. Il sesto venerdì della Grande Quaresima, i nostri ospiti, gli scrittori Takuhi Tovmasyan e Silva Özyerli, hanno tenuto una presentazione in cui hanno raccontato la cultura culinaria armena di Istanbul e Diyarbakır e le tradizionali tavole festive. Mentre la signora Tovmasyan ha parlato delle tradizioni familiari e della storia della fondazione della casa editrice Aras, la signora Silva Özyerli ha condiviso con noi il percorso che l’ha portata da Diyarbakır a Istanbul, la nascita dei libri e, in particolare, le curiosità relative ai liquori. Con l’augurio di arrivare al prossimo anno in salute e serenità.
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Autore: Alin Sönmez Foto: Comunità siriaco-cattolica