Il 14 marzo 2026 Sahak Maşhalyan, Patriarca Apostolico della Chiesa Armena di Turchia, ha celebrato una funzione religiosa nella chiesa di Karasun Manuk a Iskenderun, in memoria dei 40 martiri armeni uccisi da una legione romana nel 300 d.C. Parallelamente alla cerimonia commemorativa, è stata consacrata anche la chiesa, ricostruita dopo essere stata distrutta dal terremoto tre anni prima.
Alla cerimonia hanno partecipato il Metropolita Mor Grigorios Melki Ürek della Chiesa Apostolica Siriaca di Adıyaman, il Vescovo Antuan İlgit, Amministratore Apostolico dell'Anatolia, Padre Yusuf Nicholas Papasoğlu della Chiesa Greco-Ortodossa di Iskenderun e altri sacerdoti cappuccini e maristi del Vicariato Anatolico. I numerosi fedeli presenti alla celebrazione hanno ascoltato con attenzione le parole del Patriarca, testimoniando la fede di una comunità cristiana veramente ecumenica che ha superato la barriera dell'appartenenza e vive l’esperienza della condivisione. Nella sua omelia il Patriarca ha sottolineato il valore fondamentale dell'essere un'unica realtà, una Chiesa con molte ramificazioni. Ha affermato che appartenere a un solo ramo rischia di oscurare l'albero, che è uno, e di impedire la conoscenza della verità. Riferendosi alla Chiesa ricostruita, ha aggiunto che, sebbene la struttura sia importante per la scoperta di sé, esistono altre due strutture non meno importanti. Una è la struttura che ci è stata donata dalla natura, dove la terra, circondata dal cielo, è l'altare e il mare è il fonte battesimale; l'altra è la Chiesa costruita con i nostri fratelli e sorelle, che dobbiamo amare come ci ha insegnato Gesù. La cerimonia si è conclusa con un gioioso momento di condivisione, durante il quale tutti i fedeli si sono scambiati doni.
Autore: Mario Ratini
