Santità! Eccellentissimo Patriarca Ecumenico, da Napoli, dove ho trascorso quasi cinque anni della mia vita, e dalla sua visita alla Facoltà di Teologia del Sud Italia, dove ho prestato servizio come docente, ci ha onorati venendo qui con la polvere dei suoi piedi e di tutta la sua stanchezza; Benvenuto!
Stimato Patriarca degli Armeni di Turchia, nonostante tutta la sua attività, ha voluto essere qui, ci ha benedetti con la vostra presenza, benvenuto anche a lei!
Sua Eccellenza Monsignor Marek Solczynski, Nunzio Apostolico in Türkiye;
Reverendissimo Metropolita Silivri Maximos; Mons. Yusuf Çetin, Vice Patriarca Siro Ortodosso e Metropolita di Istanbul e Ankara; Venerabili Filüksinos Saliba Özmen e il Venerabilissimo Gregorios Melki Ürek, Metropoliti siro-ortodossi di Mardin e Adıyaman, che ci hanno onorati venendo da Mardin e Adıyaman, le illustri e antiche città della nostra Anatolia;
Mons, arcivescovo di Atene della Chiesa cattolica latina, originario della terra amica della Grecia, Théodore Kodidis; Vescovi Ausiliari di Roma e Napoli provenienti dall’Italia, mons. Daniele Libanori, mons. Franco Beneduce e mons. Michele Autuoro; Mons. Martin Kmetec, Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici della Turchia e Arcivescovo di Izmir;
Reverendissimo Massimiliano Palinuro, Vicario Apostolico di Istanbul, che ha spalancato le porte del Vicariato Apostolico per la realizzazione di questa Liturgia di Ordinazionei e che mi è sempre stato accanto fin dal primo giorno del nostro incontro con la sua sincera amicizia;
Ancora, membri della Conferenza dei vescovi cattolici turchi, i Reverendissimi Vescovi Orhan Çanlı, Sabri Anar, Ramzi Garmou, il Vescovo emerito Mons. Louis Pelâtre e il Reverendo Vartan Kazancıyan, che rappresenta il mio stimato insegnante Mons. Levon Zekiyan, che non può essere con noi.
Sua Eccellenza Sig. Lütfullah Göktaş, Vice Ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Turchia, amico di tutti noi da molti anni, che ci ha generosamente aperto le sue porte in ogni difficoltà; Sua Eccellenza Sig. Giorgio Marrapodi, Ambasciatore della bella Repubblica Italiana, la mia seconda patria, ad Ankara e sua stimata consorte; Onorevole Witold Leśniak, Console Generale della Repubblica di Polonia a Istanbul e sua stimata consortei; Il deputato dell'AKP Istanbul, stimato Dr. Sevan Sıvacıoğlu; mio caro fratello, caro Mert Fırat, uno degli attori più talentuosi ed eccezionali del nostro paese, che ha compiuto miracoli per le vittime del terremoto, soprattutto a Hatay;
Reverendo Padre Victor Assouad, mia guida spirituale, che ha rappresentato per procura il Reverendo Padre Arturo Sosa, Preposito Generale della Comunità dei Gesuiti, alla quale appartengo anche se indegnamente, e che è stata una delle più grandi benedizioni della mia vita; Reverendo Padre Dalibor Renic, Presidente della Conferenza Europea dei Superiori Gesuiti; Reverendo Padre Michael Zammit, Superiore dei Gesuiti del Medio Oriente; Reverendo Padre Carlo Casalone, che ha rappresentato anche Roberto Del Riccio, Superiore della Provincia Italiana dei Gesuiti; Miei cari fratelli gesuiti Jean-Marc, Alexis, Michael e Changmo, membri della nostra comunità gesuita ad Ankara;
Venerabili sacerdoti, suore e fedeli provenienti da tutta la Turchia, soprattutto dall'Italia, da vari Paesi europei, dagli Stati Uniti e dal Medio Oriente;
Il mio essere più prezioso, mia sorella, che non mi ha lasciato solo in questa bella giornata; i miei cugini, i miei amici d'infanzia;
Il mio caro padre Prospero Rivi, che è stato mio maestro durante il mio apprendistato sacerdotale, i miei preziosi insegnanti, i miei professori Melike Efendioğlu e il Prof. Dott. Berna Arda;
E infine, da ogni angolo dell'Anatolia, in particolare dalla mia bellissima città natale Mersin, Iskenderun, Antakya, Adana, Trabzon e Samsun; Voi, miei cari fratelli e sorelle, che siete venuti qui dopo lunghi viaggi dalla diocesi di Izmir e dalla nostra capitale Ankara, con i quali ho uno speciale legame d'amore, di cui non posso menzionare i nomi uno per uno, ma che tengo sempre nelle mie preghiere e pensieri;
Cari giovani, che la speranza e il futuro di tutte le nostre comunità cristiane, grazie a tutti e vivete a lungo! Sono così felice di avervi! Con voi questo giorno benedetto è ancora più bello.
Molti di voi mi conoscono bene e conoscono la mia storia di vita. La mia vita, soprattutto durante l'adolescenza, non è stata sempre facile, nonostante tutta la sua bellezza e le innumerevoli benedizioni di Dio. Nel 1993, mentre stavo svolgendo uno stage presso un'azienda a Karaköy, camminando pensieroso sulla Istiklal Caddesi a causa della grave malattia di mia madre e della debolezza di mio padre, vidi questa chiesa, vi entrai e aspettai a lungo in questa chiesa che in quel momento era nel silenzio, perdendomi nello stupore di quel silenzio. E da quel giorno in poi, quando avevo 21 anni, il cammino che ho iniziato seguendo Gesù Cristo, con tutti i suoi alti e bassi, facilità e difficoltà, mi ha riportato in questa Chiesa 30 anni dopo come primo vescovo cattolico latino di origine turca . Sia lode a nostro Signore Gesù Cristo e siano rese grazie a sua Madre, la Beata Vergine Maria, e a sant'Antonio da Padova, di cui porto il nome con orgoglio e affetto.
Sono profondamente grato a Sua Santità Papa Francesco. Ha avuto fiducia in questo figlio e lo ha scelto come vescovo. Mi impegnerò per essere degno di questa fiducia, con il profondo rispetto di ogni figlio amato verso suo padre. Come dicono le parole di queste terre: "Dio non ti umili!" Avrò sempre bisogno del vostro sostegno e delle vostre preghiere. Due punti della Bolla papale con cui è stata annunciata la mia nomina e che padre Francis ha appena letto hanno per me un valore speciale:
Il primo è il proverbio ricordatomi da Papa Francesco: “Che senso ha una mano, due mani hanno voce”. La mano indicata come "quello che non va" è senza dubbio la mano rispettosa di monsignor Paolo. Paolo, di cui sono Vicario Generale da più di due anni, per me è diventato non solo un Vescovo. Quando ho incontrato Paolo, né lui né io potevamo sapere che un giorno saremmo stati chiamati a servire come Vescovi in Turchia. Ma le vie e i tempi di Dio sono sempre diversi. Paolo è diventato una guida spirituale, un fratello e un padre che ha dato una direzione completamente nuova alla mia vita, mi ha insegnato a provare l'entusiasmo e la gioia di essere cristiano e mi ha fatto assaporare il privilegio di poter fare scelte libere. Ora, come ogni buon figlio tende una mano al padre anziano, io, come Vescovo Ausiliare, continuerò a servirlo, mano nella mano, in armonia, fino al momento che prima il Signore e poi Sua Santità il Papa lo desidereranno. Grazie P.Paolo!
E voi giovani, non vi lascerò. Continuerò a camminare con voi, a stare con voi, a essere orgogliosamente con voi nei vostrı problemi e nelle vostre gioie. Finché continuerete a considerarmi giovane, sarò con voi come Vescovo. Ricordatemelo se lo dimentico! Verrò a Seoul con voi!
Sto per concludere. Ma devo ringraziare un’altra persona molto importante. Come trent’ anni fa, vorrei ringraziare con tutto il cuore i sacerdoti che oggi mi hanno aperto le porte di questa bella Chiesa, con un cuore umile e un'ospitalità propria dei discepoli di San Francesco d'Assisi. Ti ringrazio per questo meraviglioso coro, Padre Michael e per la tua generosità nel dirmi “sì” quando abbiamo deciso di celebrare la mia ordinazione episcopale a Istanbul a causa del crollo della nostra cattedrale di Iskenderun a causa del terremoto, e per aver pensato ogni dettaglio di questo servizio meraviglioso, il rinfresco che verrà servito dopo il servizio e tanti altri dettagli. Ringrazio Padre Iosif, Padre Iulian, il cerimoniere Padre Alessandro, il secondo cerimoniere Padre Alessandro Amprino e fr. Andrej. Allo stesso modo Ringrazio Padre Eleuthere, superiore della Chiesa di Santa Maria Draperis, e tutti i suoi confratelli. Ringrazio di cuore le religiose dell'“Istituto del Verbo Incarnato” per il loro servizio e la loro ospitalità, nella persona di Suor Maria Nazareth, che provvede con sollecitudine a tutto e serve tutti con cuore umile, nel silenzio.
E vorrei ringraziare di tutto cuore per il loro servizio il team SAT7Türk, che da giorni si sta preparando con impegno per trasmettere questo bellissimo ma lungo rito e cerimonia sacra in tutto il mondo tramite i canali satellitari e Internet
Il Signore benedica ciascuno di voi individualmente e la nostra Mamma Celeste Maria, sotto la cui protezione ci rifugiamo, vi protegga sempre.
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Ora dovrei ripetere tutto questo discorso anche in italiano!
Non temete, non lo farò!
L'ha già fatto Mons. Paolo al mio posto.
Io vi dico solo questo: Grazie, grazie davvero per essere venuti fin qui. Dai vescovi ai confratelli gesuiti; Dagli amici preti, Padre Salvatore Fari', Don Alfonso, Don Giuseppe e Don Carlo ai frati cappuccini e alle suore; dalle amiche e dagli amici che non mi hanno mai lasciato solo durante il mio cammino, Giovanni, Renato… e ai miei seminaristi e figli spirituali Davide, Giuseppe e Francesco che mi hanno reso “un turco napoletano”. Grazie per esserci.
Ora avete visto tutti con i vostri occhi dove è iniziato il mio cammino e da dove continuerà con voi finchè il Signore lo vorrà.
Il Signore vi benedica e la Madre celeste sotto la cui protezione ci rifugiamo, vi protegga.
Photo : Nathalie Ritzmann
