Ogni volta che penso a lui, mi vengono in mente due parole: obbedienza e fedeltà… Due virtù che diventano sempre più difficili da trovare nel nostro tempo. Don Nicola è un salesiano impregnato del carisma di San Giovanni Bosco. L’invito della madre di Don Bosco, Margherita Occhiena, a portare con onore e fedeltà l’abito sacerdotale è diventato una realtà concreta nella vita di Padre Nicola.
Egli si sforza di vivere la sua vocazione con umiltà e semplicità; il suo silenzio è la sua profondità, il suo servizio è la sua preghiera e la sua preghiera è il suo servizio. Possiede una memoria incredibile ed è anche un musicista; le note che risuonano dentro di lui trasformano la sua vita in un inno di lode dedicato a Dio. La sua sapienza, come una luce serena distillata dagli anni di esperienza, illumina coloro che lo circondano. È padre per alcuni, fratello maggiore per altri, nonno per altri ancora e senza dubbio guida spirituale per molti.
Il suo cammino spirituale, iniziato nella Chiesa di San Michele Arcangelo a Bono, un piccolo paese della Sardegna in Italia, è proseguito attraverso il Medio Oriente, in una vita di servizio in regioni importanti come Israele, Egitto e Iran, fino a Istanbul; da oltre 15 anni (compirà il suo 16° anno il 13 settembre) continua il suo servizio come Abate della Chiesa del Santo Spirito / Cattedrale di Saint Esprit. Durante questo cammino, come credente che porta i frutti dello Spirito Santo, ha lasciato e continua a lasciare un segno silenzioso ma profondo ovunque sia stato. I suoi ex studenti, sparsi in tutto il mondo ma mai separati nei legami, sono la testimonianza più bella e concreta della testimonianza cristiana di Don Nicola.
Il 15 aprile 2026, abbiamo festeggiato il suo Giubileo, il 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, avvenuta a Gerusalemme il 15 aprile 1976. La celebrazione sì è tenuta presso la Cattedrale del Santo Spirito con una liturgia multilingue presieduta da Mons. Massimiliano Palinuro e Mons. Ramzi Garmou. Questa celebrazione significativa è stata espressione di gratitudine per i suoi lunghi anni di servizio. Durante una breve cerimonia, prima della Santa Messa, Mons. Massimiliano gli ha conferito anche i titoli di Canonico della Cattedrale e Penitenziere (conferendogli l’autorità di assolvere da alcuni peccati riservati al Vescovo e di presiedere, a nome del Vescovo, le principali celebrazioni liturgiche della Cattedrale).
Al termine della cerimonia, Mons. Ramzi Garmou, nel suo discorso di auguri, ha descritto la vita di Don Nicola come un’offerta di gratitudine a Gesù Cristo; ha affermato che il servizio iniziato in Iran si è esteso nel tempo in diverse aree geografiche e oggi egli continua a collaborare soprattutto nella pastorale delle comunità di lingua persiana. Don Nicola ha sempre lavorato con tutto il cuore per le minoranze cristiane e per coloro che desideravano diventare cristiani, sia in Iran che in Turchia, non lasciandoli mai soli.
Dopo la cerimonia e la Santa Messa, Don Nicola ha ricevuto congratulazioni e auguri dalla comunità in un semplice incontro preparato nel cortile della Cattedrale.
Noi, come suoi figli spirituali, gli rivolgiamo questa piccola preghiera: “Don Nicola, che il Signore aumenti la tua forza, ti circondi del Suo amore e ti tenga sempre vicino a Sé, affinché Dio continui a compiere miracoli e a toccare i cuori nel mondo attraverso di te! La Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, ti protegga!”
Come nota a margine, è significativo che questa celebrazione giubilare coincida anche con un importante punto di svolta storico nella lunga tradizione della Chiesa. Il 15 aprile 1652 la Santa Sede, tramite un decreto, prese direttamente il controllo dell’amministrazione a Istanbul ed elevò di fatto lo status della regione a sede episcopale. Questa continuità storica costituisce le radici profonde del servizio pastorale che continua ancora oggi.