Captura de pantalla 2026-03-23 a las 14.51.33

Nos revues / Le nostre riviste

Captura de pantalla 2026-02-18 a las 9.17.27
Janvier 2026

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua.


Mark Teant

Read More
Captura de pantalla 2026-03-23 a las 12.16.36
Février 2026

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incidente ut labore et dolore magna aliqua.


Deanna Russell

Read More
presence-
NOVEMBRE 2026

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua.


Mark Teant

Read More
FARE MEMORIA DEL PASSATO 

PER CAMMINARE CON FIDUCIA VERSO IL FUTURO

 Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?» (Luca 24, 13-35). Questa l’esperienza che abbiamo vissuto a maggio durante il Simposio sulla Catechesi per gli adulti in Turchia. 

Camminando insieme e ponendoci in ascolto della voce dello Spirito, Egli ci ha stupito con la ricchezza dei suoi doni, ci ha colmato del suo coraggio e della sua forza per riportare nella nostra Chiesa Speranza e Vitalità. 

Venuti dalle diverse parrocchie presenti in Turchia, per tre giorni, sull’isola di Büyükada nel mar di Marmara, ospiti delle suore Francescane del Sacro Cuore di Gesù, per la prima volta una trentina di catechisti, laici e sacerdoti, turchi e stranieri, abbiamo camminato insieme, con i nostri Vescovi che ci hanno confermato nella fede e ci hanno rinvigoriti nell’entusiasmo e nella bellezza del servizio ministeriale della catechesi agli adulti. Pur provenendo da contesti molto diversi dal punto di vista culturale ed ecclesiale, abbiamo avvertito fin dall’inizio una sintonia spirituale, un desiderio di dialogo e una vera empatia. Ci siamo ascoltati, abbiamo lavorato insieme, condividendo ciò che ci stava più a cuore, comunicando le nostre preoccupazioni, non nascondendo le nostre fatiche. Tanti interventi ci hanno fatto sentire un solo corpo che soffre, gioisce e vuole continuare a sperare e ad accompagnare chi si affianca a noi. 

La strada di Emmaus è stata per tre giorni il simbolo del nostro cammino di fede. Dal 9 al 12 maggio 2023, il racconto lucano dei due discepoli di Emmaus ha ben rappresentato il percorso che abbiamo compiuto insieme come Chiesa. Come i discepoli di Emmaus, anche noi, abbiamo cominciato raccontando tra noi e soprattutto a Gesù e con Lui, la nostra storia, la Sua Storia Sacra. 

Grazie alla presentazione preziosa e precisa di Henri Leylek, siamo stati aiutati a rileggere tutto quello che è stato vissuto dai primi cristiani proprio su questa nostra Terra Santa d’Anatolia e ci siamo scoperti Chiesa millenaria, anelli di una lunga catena, popolo in cammino. 

E per noi questo ascolto ha voluto dire recuperare le nostre radici. Siamo, dunque, partiti ognuno dalle nostre “Gerusalemme”, cercando di raccogliere le forze, unire gli sforzi, per rivisitare con coraggio e onestà i vari tentativi sperimentati negli anni, perché non restassero “esperimenti isolati e frammentati” e i numerosi sforzi fatti non venissero dispersi, e si potesse invece far tesoro di tutte le esperienze (sia costruttive che fallimentari) già vissute e cercare un cammino comune come Chiesa di Turchia, in obbedienza al «motu proprio», Antiquum Ministerium, promulgato da Papa Francesco il 10 maggio 2021, in cui istituiva il Ministero di Catechista. 

Pensavamo di essere soli e isolati, che ognuno dovesse rimettere tutto in discussione, che si dovesse ricominciare ancora tutto da capo, ma come i due discepoli di Emmaus che marciavano pensierosi, sfiduciati e dubbiosi, con Gesù che si è affiancato a noi, è iniziata la Sua “terapia della speranza”. 

Al Suo fianco, ascoltandoci ci siamo accorti anche noi di non essere estranei gli uni agli altri e abbiamo constatato che la Chiesa ascolta le storie di tutti, che lo Spirito Santo accompagna, guida e illumina e che la Parola di Vita, dà testimonianza dell’Amore, amore fedele fino alla fine. E allora il cuore – ricolmo di ringraziamento al Signore per il coraggio e lo sguardo profetico dei nostri predecessori – è tornato ad ardere di speranza.

Questi tre giorni residenziali, nati per riflettere sulla catechesi agli adulti, si sono rivelati un appuntamento prezioso per i catechisti, laici e presbiteri insieme, desiderosi di confrontarsi sul contenuto, sulle motivazioni e sulle modalità dell’annuncio del Vangelo. 

È stato un percorso interattivo che prevedeva relazioni di esperti, momenti di riflessione e di lavoro personale, alternati a lavori di gruppo per condividere le proprie esperienze e a spazi di preghiera personale e liturgia comunitaria. 

Tutto, come per Gesù con i discepoli di Emmaus, è partito dall’ascolto. Un ascolto che ha richiesto umiltà, pazienza, disponibilità a comprendere, impegno a elaborare in modo nuovo le risposte. Non è stato quindi solo una raccolta di informazioni, né una strategia per raggiungere un obiettivo, ma ha trasformato prima di tutto il nostro cuore in un atteggiamento interiore di sintonia e docilità alla Spirito.

Ci ha aperto gli occhi, ci ha aiutato a fare una lettura sapiente, capace di riconoscere che non dobbiamo inventare nulla di nuovo e stravagante, ma siamo chiamati a proiettarci in avanti senza tagliare le radici, a costruire in modo creativo, da protagonisti ma non in solitudine. 

Maciej Sokolowski ci ha aiutati a capire quanto sia importante instaurare relazioni sane per rendere autentica e vera la nostra testimonianza evangelica. 

Proprio per questo è stato anche ben sottolineato da tutti come è un prezioso segno del nostro essere Chiesa il lavorare in équipe: in tal modo si è maggiormente significativi, efficaci e incisivi nella formazione dei catecumeni, mettendosi in gioco secondo una vera e propria spiritualità di comunione. L’esperienza vissuta ha contribuito, infatti, a risvegliare in noi la sinodalità, che è una dimensione costitutiva della Chiesa. 

Come i discepoli di Emmaus, ora anche noi siamo tornati nelle nostre città, nei nostri luoghi quotidiani, con uno slancio e prospettive nuove, nella speranza che tutto non si esaurisca in queste giornate, ma che il cammino iniziato insieme prosegua con scelte e passi concreti.

 Mi piace concludere con le parole del monaco cistercense Wolfang Buchmuller, che presentandoci in maniera brillante la figura di sant’Agostino, alla luce della mistagogia, ci ha detto: «Fare “prima evangelizzazione agli adulti” è una speciale benedizione per chi si è dedicato personalmente a Cristo e alla comunità cristiana. A volte ripetere sempre gli stessi fondamenti della fede può sembrare noioso, ma in realtà è proprio raccontando che si rafforza anche la fede dell’annunciatore. È come riscoprire il paesaggio della propria città natale. Agostino paragona il catechista a una persona che deve mostrare a degli stranieri interessati le attrazioni della sua città natale. Improvvisamente anche la sua conoscenza e il suo stupore sarà rinnovato. Tanto più facciamo “visite guidate” alle Meraviglie del Dio Vivente, tanto più si risveglierà in noi l’amore per le Opere del Creatore che ci è pervenuto attraverso il Salvatore Gesù Cristo».

Yanıt yok