Captura de pantalla 2026-03-23 a las 14.51.33

Nos revues / Le nostre riviste

Captura de pantalla 2026-02-18 a las 9.17.27
Janvier 2026

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua.


Mark Teant

Read More
Captura de pantalla 2026-03-23 a las 12.16.36
Février 2026

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incidente ut labore et dolore magna aliqua.


Deanna Russell

Read More
presence-
NOVEMBRE 2026

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua.


Mark Teant

Read More
FESTA DEI SANTI PIETRO E PAOLO AD ANTAKYA

Il 29 giugno scorso la comunità cristiana si è riunita nella grotta dedicata a San Pietro ad Antiochia per celebrare la festa dei Santi Pietro e Paolo. La giornata è stata speciale, non solo per i cristiani in Turchia, ma anche per i fedeli sparsi in tutto il mondo. La commemorazione di queste due grandi figure fa sì che la Santa Madre Chiesa guardi alle sue origini. Sono le lanterne che ardevano per Gesù Cristo e oggi illuminano il nostro cammino verso il cielo. La loro festa è un'occasione per noi ad Antiochia di celebrare l'unità cristiana, l'uguaglianza, l'amore e la pace nel mondo e pregare sinceramente per questo. La celebrazione di queste due grandi figure della Chiesa ha riunito l'intera comunità cristiana della regione dell'Anatolia, presso la grotta di San Pietro, per mostrare l'unità e l'amore che sono ancora visibilmente vissuti nonostante la diversità delle nostre tradizioni e degli stili di vita.

La preghiera ecumenica è stata organizzata dal Vicariato Apostolico dell'Anatolia sotto la guida di Padre Francis Dondu, parroco della chiesa cattolica di Antiochia.  Tra le autorità religiose presenti vi erano il Vescovo ausiliare del Vicariato Apostolico dell'Anatolia, Mons. Antuan Ilgıt, il Vescovo ausiliare e capo del monastero del profeta Elia in Libano, Konstantin Kayyal, il sacerdote armeno Avedis Tabaşyan e altri sacerdoti cattolici e ortodossi. La preghiera ecumenica è iniziata con l'omaggio a Gazi Mustafa Kemal Atatürk, seguito dalla recita dell'inno nazionale della Turchia.

Nelle sue parole Mons. Antuan Ilgıt ha sottolineato:  “È passato più di un anno dal grande disastro che ha segnato profondamente le nostre vite e mentre piangevamo la perdita dei nostri cari, abbiamo anche cercato di guarire le nostre stesse ferite L’abbraccio tra fratelli cattolici e ortodossi offre l’opportunità di sperimentare la gioia dell’incontro”. La città ancora in grave difficoltà, sembra “colpita da grandi bombardamenti”. E ha concluso con un appello: “Servono religiosi e fidei donum per aiutarci a tener vivo il cristianesimo in Turchia”.

Nel pomeriggio, la comunità cattolica di Adana, Mersin, Iskenderun e Antiochia si è riunita nel piccolo cortile della parrocchia dei Cappuccini che è in fase di ristrutturazione dopo il forte terremoto, dove il parroco, Padre Francis Dondu, e il confratello Padre Daud Moris, vivono e servono i cristiani che abitano intorno, in condizioni precarie con grandi sacrifici. "Per la prima volta dopo il terremoto il vecchio altare viene utilizzato per celebrare e per la prima volta Mons. Antuan Ilgıt celebra la Santa Eucaristia con noi ad Antiochia", ha sottolineato Padre Francis Dondu, "e voi rafforzate e rinnovate la nostra speranza di poter ricostruire". Durante l'omelia Mons. Antuan Ilgıt ha incoraggiato i religiosi e i sacerdoti, dai Cappuccini ai Focolarini, provenienti da diverse parti del mondo, a servire con grande dedizione la Chiesa di Turchia.

Articolo: P. Francis Dondu, OFM Cap.

Foto: Mersin Comunità e social media