Arcivescovo di Smirne e Presidente delle Conferenza episcopale della Turchia
Pubblichiamo qui sotto l’intervista che Mons. Martin ha dato all’Agenzia Fides sul significato dell’anniversario del Concilio di Nicea e la molto probabile visita del Santo Padre a Turchia.
"Attendiamo Papa Leone a Nicea, luogo che ispira la testimonianza della fede"
Monsignore, per cominciare ci potrebbe parlare dell’importanza che ha acquisito quest’anno la città di Iznik?
Mons. Martin (M. M): Da Smirne, da Istanbul e dalle altre diocesi turche, si organizzano pellegrinaggi di fedeli a Iznik. E dall'estero, comunità da tutto il mondo, vengono in quella cittadina, ora chiamata Iznik, un tempo Nicea. Aspettiamo con trepidazione anche la conferma ufficiale, da parte della Santa Sede, sul viaggio di Papa Leone XIV a Nicea: la sua presenza in Turchia sarà una fonte di immensa gioia a di grazia per tutti noi credenti e per l’intera nazione."
Brevemente ci può spiegare l’importanza di Nicea quest’anno?
M. M: A Iznik celebriamo quest’anno il 1700° anniversario del Concilio di Nicea, convocato nel 325 d.C., un evento che ha attratto l'attenzione delle Chiese cristiane in tutto il mondo sulla cittadina a Sud di Istanbul, sul lago Bursa. L'anniversario ha generato grande interesse nella comunità cristiana in Turchia, e ci ha spinto ad approfondire la storia della Chiesa nel nostro territorio. Oggi riflettiamo sul tesoro della fede che abbiamo ricevuto da Nicea: siamo chiamati ad accoglierlo, per conservarlo e viverlo nella vita di ogni giorno.
Ci può parlare di Nicea dal punto di vista ecumenico?
M. M: Quest’anniversario è celebrato anche dalla Chiesa ortodossa ed è dunque un'occasione di dialogo ecumenico e di unità. Ho partecipato recentemente in un simposio ecumenico tenutosi ad Antalya, che aveva il titolo "Partire da Nicea". Ho trovato molto significativi il titolo e la prospettiva perchè ci ha aiutato a focalizzarci sul contenuto della fede che proclamiamo e viviamo, a riflettere cioè sull'incarnazione di Cristo, che esprime il dono della la sua natura divina e umana. Il dono che ci è stato dato è, allora, la redenzione: oggi siamo chiamati a preservare questo dono e ad annunciarlo al mondo come cristiani , cattolici e ortodossi insieme.
Con il Concilio di Nicea è rimasto chiaro che Gesù è vero Dio e vero uomo. Ci può spiegare come nel 325 si è arrivato a quel consenso tra i Padri del Concilio?
M. M: Nicea non è solo luogo della riflessione teologica: quel Concilio fu anche frutto della profonda testimonianza di fede di tante persone che hanno dato la vita per la fede nei primi tre secoli di cristianesimo. La testimonianza ha, in qualche modo, preparato l'esito di quel Concilio. Oggi per noi fare memoria di quella testimonianza di fede è la cosa più importante, ci ispira e ci sostiene nelle sfide che viviamo nel presente.
Ovviamente insieme con l’anniversario del Concilio si parla molto del progetto di viaggio papale a Turchia. Si conferma quel viaggio previsto inizialmente da papa Francesco?
M. M: L’anniversario di Nicea è certamente un momento di fede e di testimonianza per la piccola comunità cattolica in Turchia. È una comunità certamente piccola giacchè i cattolici siamo soltanto circa 60.000, pari allo 0,07% della popolazione. La visita di Papa Leone XIV è programmata per la festa di Sant'Andrea (il 30 novembre prossimo). Se ne attende ancora l'ufficializzazione. Lo aspettiamo con grande speranza in Turchia, si sta mettendo a punto tutti i dettagli e gli accordi tra Santa Sede e governo della Turchia. Una delegazione vaticana era venuta qui in febbraio per il viaggio che doveva essere di Papa Francesco, che ricordiamo nella preghiera con affetto e con gratitudine. Ora speriamo con tutto il cuore che possa venire Papa Leone: siamo fiduciosi, ci sono segnali positivi e tutto sta procedendo per il meglio. Se il Papa sarà in Turchia per il suo primo viaggio apostolico all'estero, sarebbe un privilegio per noi. Sarà un grande evento per tutta la nazione, anche per il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.
Possiamo chiederle cosa fino adesso le ha colpito di più in papa Leone?
M. M: Di papa Leone ci ha colpito il suo primo saluto: pace a voi. Ci ha donato e ci porterà la pace che è dono di Cristo risorto. Crediamo sarà attento alle realtà di tutto il mondo porterà una parola di pace in un mondo dilaniato. Preghiamo per lui perché lo Spirito Santo lo conforti e illumini come padre, guida e sostegno per noi, piccola comunità in Turchia, e per la Chiesa universale.
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