Come Vicariato Apostolico dell'Anatolia, ogni anno organizziamo due grandi incontri giovanili all'interno del nostro Vicariato. Il primo coincide con la Festa della Conversione di San Paolo, una delle feste più importanti della nostra Chiesa locale che si celebra a Tarso il 25 gennaio, e l'altro coincide con la Festa dei Santi Pietro e Paolo, che celebriamo con i nostri fratelli e sorelle ortodossi ad Antiochia il 29 giugno.
L’incontro dei giovani di quest'anno, si è svolto a Iskenderun tra il 26 e il 30 gennaio con la guida del Vescovo ausiliare del Vicariato Apostolico dell'Anatolia, mons. Antuan Ilgıt. È stato un incontro giovanile molto intenso e divertente che ci ha aiutato a stabilire un legame di fratellanza ancora più forte tra di noi. Grazie agli sforzi di mons. Antuan per aprire questi incontri ai giovani di altre diocesi e rafforzare così ulteriormente la comunione tra noi, circa settanta giovani provenienti da varie parti della Turchia, tra cui Iskenderun, Mersin, Antakya, Adana, Trabzon, Istanbul e Izmir, hanno partecipato a questa iniziativa.
Accompagnati da padre Mariusz da Mersin, padre Leonardo da Trabzon, padre Jawahar da Izmir e da alcune suore, tra i giovani c'erano anche degli studenti africani venuti in Turchia per studiare, oltre a giovani rifugiati dall'Iran e dall'Iraq.

Il 28 gennaio, insieme ad altre comunità sorelle, abbiamo celebrato la Festa della Conversione di San Paolo nella Chiesa di San Paolo a Tarso con la Santa Messa solenne presieduta da mons. Antuan Ilgıt. Durante l'omelia di Mons. Antuan, abbiamo sentito lo sguardo di San Paolo di Tarso e di Santa Tecla di Konya posarsi su di noi e abbiamo innalzato le nostre preghiere a Dio attraverso le voci dei giovani di diversi Paesi che hanno partecipato al nostro raduno giovanile, al fine di essere un esempio per le altre nazioni nel nostro cammino di fede in Dio.
Il tema che abbiamo discusso durante il campo è stato l'enciclica "Laudato si' Cura della Nostra Casa Comune", pubblicata da Sua Santità Papa Francesco nel 2015. Grazie a questo tems abbiamo avuto l'opportunità di ricordarci ancora una volta quanto sia importante per noi la natura in cui siamo stati finora.
Ci rendiamo conto della necessità di prenderci cura della creazione di Dio e, in particolare, di dare voce al grido del mondo e dei poveri, in spirito di unità e comunione. Questa enciclica è rivolta da Sua Santità Papa Francesco soprattutto a noi giovani.
Con un nuovo senso di identità e di appartenenza, Papa Francesco ci lascia una nuova responsabilità. Questa responsabilità è proteggere la nostra casa comune e la meravigliosa creazione di Dio. Papa Francesco, che ci dice di iniziare qualcosa da qualche parte, ci dice di condividere questa responsabilità non con le parole ma con i fatti.
Durante il campo, mons. Antuan ci ha aiutati ad approfondire l'enciclica papale e soprattutto il Mistero della Creazione, insegnandoci a "cercare e trovare in tutte le cose" l'amore avvolgente di Dio che ci circonda, come Sant'Ignazio di Loyola. Grazie alla sua fiducia in noi giovani, siamo consapevoli di poter realizzare qualcosa. Grazie ai santi ispirati dalla Genesi durante il campo, in particolare a San Francesco d'Assisi, ricordiamo le parole di Papa Giovanni Paolo II: un giorno anche noi potremo essere santi, ma senza paura e soprattutto agendo.
Un altro aspetto che vorrei brevemente menzionare è che questi campi, che organizziamo due volte all'anno, ci aiutano a costruire belle amicizie che ci rendono partner dell'amore di Dio. Cantare insieme inni di lode a Dio, condividere i nostri problemi, a volte ridere e a volte sostenere il dolore di qualcun altro ci aiuta a costruire belle amicizie. L'espressione “La nostra casa comune” usata da Sua Santità Papa Francesco nella sua enciclica, comprende anche una Famiglia comune. Ogni volta che partecipiamo a una riunione, sentiamo che siamo una famiglia e che cresciamo ogni giorno che passa.
Se noi giovani abbiamo ancora speranza e forza, sappiamo che attraverso di noi Dio realizzerà i suoi piani per la sua Chiesa e soprattutto per la sua creazione. "Dio guardò la sua creazione e vide che era molto buona" (cfr. Genesi). Anche noi siamo stati creati da Lui e come "uomini di buona volontà", come afferma l'enciclica, ascoltiamo tutti insieme il grido del mondo e, in un senso di unità, plasmiamo il nostro futuro per il bene.
Stiamo già guardando con entusiasmo al prossimo L’Incontro dei Giovani e vi invitiamo a condividere questo entusiasmo con noi.
Articolo: Lidya Yakıcı,
Presidente della Commissione per la Gioventù del Vicariato Apostolico dell'Anatolia
Foto: P. Jawahar Cutinho e p.Leonardo Camara
