Inaugurata la chiesa siriaca di S. Efrem a Yeşilköy
L’8 ottobre 2023 è una data storica per la Repubblica turca: dopo cento anni è stata aperta ufficialmente una nuova chiesa. L’edificio sacro accoglierà per il culto la comunità siriaca di Yeşilköy, composta da alcune migliaia di fedeli.
Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan, senza il cui sostegno e la cui volontà non sarebbe stato possibile costruire la chiesa.
La chiesa appena terminata è in stile siriaco e può contenere oltre 600 persone nei posti a sedere. Nella parte sottostante è stato realizzato un ampio salone per gli incontri e parcheggi per le auto, in assenza di un piazzale antistante.
Il luogo dove la chiesa è stata costruita si trova vicino alle chiese cattolica, armena gregoriana e greco ortodossa. In passato il terreno era adibito a cimitero della chiesa cattolica di S. Stefano. L’ultima sepoltura, come appare dai registri mortuari, risale al 1921. Di rilievo è la tomba di un importante pittore maltese Amadeo Prezioso (1816-1882).
Negli anni ‘50 il Comune di Istanbul
ha voluto essere presente anche alla cerimonia di inaugurazione dell’edificio, alla cui posa della prima pietra aveva preso parte nell’ agosto del 2018.
All’avvenimento erano presenti il patriarca ecumenico S.B. Bartolomeo, il patriarca armeno S.E. Sahak Mashalyan e il Card. Kurt Koch presidente della Commissione per l’unità dei cristiani, insieme con il metropolita siriaco Mor Filuksinos Yusuf CETIN, altri metropoliti e abuna (sacerdoti) e numerosi fedeli.
La chiesa è stata dedicata a S. Efrem il Siro, un teologo, scrittore e… santo, il più antico e importante scrittorie di lingua siriaca. Visse a Edessa (oggi Urfa) nel Sud della Turchia dove morì il 9 giugno 373. Fu ordinato diacono da S. Basilio e rifiutò di essere sacerdote e vescovo.

rivendicò a sé tutti i cimiteri cristiani, ma la chiesa cattolica non tenne conto della richiesta e continuò a gestirlo con la presenza di un guardiano, pagando regolarmente le tasse.
I Cappuccini hanno accolto con gioia la costruzione di una chiesa sui due terzi del loro ex- cimitero, dal momento che gli altri due cimiteri cristiani, quello armeno e quello greco-ortodosso, sono stati trasformati da tempo in un parco e in una struttura sanitaria.
Infine ricordiamo che i siriaci hanno utilizzato la chiesa cattolica di S. Stefano fin dalla fine degli anni ’90, quando era parroco fr. Adriano Franchini, dando certamente un bell’esempio di ecumenismo pratico e concreto.
Auguriamo di tutto cuore ai nostri fratelli siriaci di continuare in questo cammino di unità e amore, perché il Signore lo esige dai suoi discepoli.
P. Domenico Bertogli
