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LA PASQUA DI RESURREZIONE

Pensare alla Pasqua ormai prossima significa immediatamente ricordare con profonda gratitudine la notte di Veglia Pasquale, la notte di tutte le notti, una notte di  veglia in onore del Signore che Dio mi ha concesso di vivere con la mia comunità per molti anni, e poi i cinquanta giorni in cui, dopo l’evento in cui la Luce ha vinto le tenebre, è possibile gustare questo grande mistero, cuore della nostra fede,  reale svolta per la vita del cristiano e origine dell’evangelizzazione. 

"Per comprendere la Pasqua che Gesù Cristo sta per celebrare, è necessario capire l'ambiente in cui questa Pasqua è nata e come Dio l'ha manifestata. L'Eucaristia cristiana, infatti, porta a compimento la Pasqua ebraica. Gesù Cristo non è in una cena qualsiasi, ma nella più grande liturgia del popolo d'Israele, una notte sacramentale". La Pasqua non è un rito vuoto, ma un memoriale, un sacramento, un'attualizzazione, un evento che si svolge in ognuno dei commensali. Dio passa quella notte a salvare, ad agire. "E questa Pasqua, in cui il popolo di Israele celebrava il passaggio dalla schiavitù alla libertà, è quella a cui Cristo dà un nuovo contenuto: un memoriale del suo passaggio dalla morte alla vita. Gesù Cristo ci lascia la celebrazione della Pasqua come memoriale del suo passaggio da questo mondo al Padre: un'esultanza, un ringraziamento per gli eventi che il Padre ha compiuto nel suo Figlio per noi. Ci ha lasciato un sacramento vivente in cui possiamo passare dalla morte alla risurrezione. La Veglia Pasquale e ogni Eucaristia, Pasqua della settimana, è una proclamazione della presenza sacramentale di Gesù Cristo risorto dai morti." 

Un aspetto peculiare della Pasqua ebraica è il grande protagonismo dei bambini. A un certo punto della celebrazione, il figlio chiede al padre: "... qual è il significato della Pasqua? Perché stasera è diverso? Perché di solito andiamo a letto presto e invece questa notte rimaniamo svegli?" E il padre lo istruisce secondo il comando del Signore (Dt 6, 4-9); così che anch’essi non partecipino alla più solenne delle liturgie come spettatori ma come protagonisti e nel popolo di Israele costituiscono motivo per gli adulti di dare ragione della loro fede pasquale.            

Il popolo d'Israele sa di essere l'eletto di Dio; nella notte di Pasqua ricorda le meraviglie di Dio in suo favore. Dal rito ricchissimo che viviamo e celebriamo nella Veglia pasquale dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, la nostra vita trae consapevolezza di come solo Dio può ancora oggi, per amore nostro, mettere a morte affogando il faraone, cioè il Diavolo che ci obbliga a vivere da schiavi del peccato cosicché possa iniziare per noi una nuova vita da risorti, perdonati, rinati in Cristo e quindi testimoni credibili della resurrezione.

Articolo: P. Igor Barbini OP

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