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LA PRIMA ESORTAZIONE APOSTOLICA DI PAPA LEO XIV

DILEXI TE 

Papa Leone XIV ha firmato la sua prima Esortazione Apostolica dal titolo Dilexi Te, un profondo appello spirituale per un rinnovamento della fede, dell'amore e del servizio nel mondo contemporaneo. Il documento, il cui titolo significa "Vi ho amato", pone l'amore di Cristo al centro della vita cristiana. Papa Leone XIV sottolinea la necessità di tornare a uno stile di vita basato sull'amore di Dio, soprattutto di fronte all'egoismo, alla disperazione e agli effetti di isolamento prodotti dall'era digitale.

In questo documento, rivolto non solo al clero ma anche a tutti i fedeli, il Papa ricorda alla Chiesa la sua missione e afferma che "senza l'amore di Dio, nessun servizio può portare frutti duraturi". Affronta inoltre i temi della famiglia, dei giovani, della coscienza ambientale e della giustizia sociale e sottolinea la necessità di rendere visibile l'amore cristiano attraverso azioni concrete.

Ma al di là del contesto sociale, in Dilexi Te sembra prevalere uno stile cristologico.  Al di là della legge naturale, la destinazione universale di tutti i beni si basa soprattutto sulla comune origine e sul  destino di tutte le cose in Cristo. Papa Leone, attingendo liberamente agli scritti di Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, sottolinea la profonda continuità tra l'insegnamento cristologico della Chiesa e l'obbligo “di vedere il volto di Cristo nei poveri”.

I poveri sono ritratti da Papa Leone come vittime del tutto innocenti dell'oppressione economica e politica del nostro sistema ingiusto.

“I poveri non ci sono per caso o per un cieco e amaro destino. Tanto meno la povertà, per la maggior parte di costoro, è una scelta. Eppure, c’è ancora qualcuno che osa affermarlo, mostrando cecità e crudeltà. Ovviamente, tra i poveri c’è pure chi non vuole lavorare, magari perché i suoi antenati, che hanno lavorato tutta la vita, sono morti poveri. Ma ce ne sono tanti – uomini e donne – che comunque lavorano dalla mattina alla sera, forse raccogliendo cartoni o facendo altre attività del genere, pur sapendo che questo sforzo servirà solo a sopravvivere e mai a migliorare veramente la loro vita. Non possiamo dire che la maggior parte dei poveri lo sono perché non hanno acquistato dei “meriti”, secondo quella falsa visione della meritocrazia dove sembra che abbiano meriti solo quelli che hanno avuto successo nella vita”.

Il Papa sceglie un approccio incentrato su Cristo, sulla tradizione monastica e sul rapporto tra monasteri e poveri. Secondo la Regola dei monasteri di San Benedetto da Norcia, "i poveri e i pellegrini devono essere accolti con ogni cura e ospitalità, perché in essi si accoglie Cristo". Per secoli i monasteri benedettini sono stati un rifugio per i poveri e i pellegrini. In questi monasteri, i poveri non erano visti come un problema da risolvere, ma come fratelli e sorelle da accogliere. La regola di lavorare insieme e di aiutare i vulnerabili ha creato un'economia di solidarietà in contrasto con la logica dell'accumulo. (55-56)

Il Papa sottolinea che tutte le accezioni di "inclusività" devono essere in ultima analisi cristiane e basate sul Vangelo, non su ideologie secolari. Speriamo di poter condividere a breve, con i fratelli e le sorelle di lingua turca, la traduzione della Dilexit te.

Autore: Şule Rogenbuke

Foto: dilexite

Link verso il testo: dilexi te