Un progetto per parlare la stessa lingua
Tongues of fire/Ateşten diller è un progetto che nasce per dare una risposta a una delle problematiche emerse con maggior forza dal sinodo del Vicariato Apostolico di Istanbul nel 2022.
I numerosi incontri sinodali, sia a livello parrocchiale che diocesano, hanno evidenziato come la nostra Chiesa sia frammentata tra diversi gruppi nazionali e linguistici. Le relazioni e i legami tra cristiani di diversa provenienza culturale sono rari ed occasionali. A Sen Piyer, durante la messa celebrata in parte in turco e in parte in francese, i turcofoni sedevano nei banchi a destra e i francofoni a sinistra. Questa divisione era in chiaro contrasto con l’unità del corpo di Cristo, in cui non ci sono né giudei né greci. Siamo chiamati ad essere uno, ma come essere uno se la lingua che parliamo ed usiamo per comunicare ci divide? L’unità della Chiesa è fondata su Cristo stesso, che ci conduce a sé attraverso i sacramenti e la carità. L’unità della Chiesa è cosa tanto profonda, che perfino le lingue parlate dai fedeli appaiono superficiali. Ciò nonostante è lo stesso amore per i nostri fratelli, da qualsiasi parte del mondo provengano e qualsiasi lingua parlino, che ci chiama a fare uno sforzo per superare le difficoltà di comunicazione e a intessere relazioni fruttuose.
A Sen Piyer è stata presa una decisione coraggiosa. Invece di organizzare due incontri sinodali, uno in francese e uno in turco, il parroco ha preferito riunire insieme francofoni e turcofoni. Non è stata una riunione facile. Bisognava avere la pazienza di tradurre, lasciarsi tradurre e di ascoltare la traduzione. Bisognava comunicare lentamente e non cedere alla tentazione di parlare impetuosamente. Il sinodo di Sen Piyer ha portato i suoi frutti, ha abbattuto delle barriere, ha rimosso dei malintesi, ha creato comunità.
Il problema linguistico di Sen Piyer è comune a tutta la nostra diocesi, così abbiamo provato a pensare a qualcosa che aiutasse tutti ad affrontarlo, a un qualcosa in cui le differenze linguistiche non fossero un punto debole, ma una ricchezza, un’occasione per creare amicizia e comunità.
La proposta è semplice: ritrovarsi la sera e giocare insieme con le parole, in inglese e in turco. E’ un’occasione per fare amicizia, per divertirsi, per imparare e migliorare le nostre competenze linguistiche, per fare un po’ di catechesi e anche per pregare insieme. Ci ritroviamo la domenica alle ore 20.00, ogni due settimane presso i locali di Sen Piyer (Galata Kulesi sk 28). Un gruppo di volontari (Ariel, Eda e Louis) anima l’incontro, ma tutti sono chiamati a contribuire portando qualcosa da mangiare e da bere e il loro buonumore.
La speranza è che questi incontri rafforzino l’unità visibile della Chiesa, generino legami di fraternità interlinguistica e ci insegnino a comunicare tenendo in considerazione e rispettando le competenze linguistiche di ciascuno. Se questo sforzo di trascendere le differenze non venisse fatto proprio da tutti noi, si correrebbe il rischio di avere una Chiesa di Istanbul divisa in millet, una chiesa di turchi accanto a una chiesa di europei, una di nigeriani, una di congolesi, una di filippini e una di levantini. Sarebbe una prospettiva triste e scialba al confronto con quella di una sola Chiesa, unita e multicolore, che, come nella Pentecoste, parli tutte le lingue animata dall’unico fuoco dell’amore.
P. Luca Refatti, OP
Invitiamo, per tanto, tutti a diffondere la notizia a chi può esserne interessato.
I prossimi incontri saranno il 7 e il 21 maggio e il 4 giugno.
Per maggiori informazioni potete scrivere a:
luca@senpiyer.org

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