Nel cuore della nostra fede c’è il volto di una madre, Maria. Dio, nel suo piano di salvezza, ha riservato a lei un ruolo speciale e di centrale importanza, l’ha resa santa al di sopra degli altri santi, le ha affidato il compito di generare il Cristo, di nutrire e far crescere il suo corpo di carne, ma anche il suo corpo mistico. Per questo la veneriamo come Madre di Dio e Madre della Chiesa.
Nella storia della salvezza il ruolo di Maria è impareggiabile. È lei la Madre che intercede per i suoi figli. Per mezzo suo otteniamo da Dio la salvezza in Gesù. Il Padre l’ha scelta per collaborare, con la sua viva ed efficace partecipazione alla passione del Figlio, alla redenzione dell’umanità.
Scelta fin dall’eternità per essere la Madre di Dio (Theotokos), Maria è stata preservata dal peccato e ha conservato intatta nei secoli la sua verginità. La sua immacolata concezione e la verginità perpetua, concesse da Dio per grazia straordinaria, la rendono pura, splendente, senza macchia. Figura e profezia della Chiesa, che cammina nei secoli per divenire come la Madre, senza macchia né ruga. Maria con il suo ‘Sì’ ha riaperto la porta del cielo, che era stata chiusa a causa del peccato di Eva. Ella è la nuova Eva, la madre di tutti i viventi, così come Cristo è il nuovo Adamo. Il suo abbandono totale alla volontà di Dio, la rende a lui molto gradita. È l’essere più perfetto di tutta la creazione. Un modello di fede, una fede piena di abbandono: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1:38). Ella è figura ed eccellentissimo modello della Chiesa (LG. 53). A lei guarda tutta la comunità dei credenti per vivere la fede, la carità e la perfetta unione con Cristo.
La Chiesa, contemplando la misteriosa santità della Vergine, imitandone la fede, la carità e l’unione perfetta con Cristo, diventa essa stessa madre, poiché con la predicazione e il battesimo genera a una vita nuova e immortale i figli, concepiti ad opera dello Spirito Santo e nati da Dio (LG. 64). La Chiesa mediante il Sacramento del Battesimo fa nascere in Cristo nuove creature, nutre i suoi figli nel banchetto eucaristico, li conferma, li perdona e li guarisce nei Sacramenti. In questo senso Maria e la Chiesa rivestono il ruolo di madre. Per questo i membri che formano la Chiesa sono invitati ad assumere un volto materno, che renda visibile la sua misericordia e il suo generoso servizio. È il volto deformato della Chiesa che punisce e distrugge la vita dei suoi figli. Il suo vero volto è un volto di madre.
Papa Francesco ha accennato più volte nel suo magistero al volto materno della Chiesa e in ogni occasione continua ad invitare tutti a portare nel mondo la sua tenerezza e la sua misericordia, mostrando sempre un volto umile e compassionevole, immagine del volto misericordioso di Dio. Nella realtà della vita attuale, piena di sofferenza, guerra, inimicizia, odio e vendetta, il Pontefice non cessa di ricordare che la Chiesa è chiamata a dare nel mondo testimonianza di amore, pace e perdono. La Chiesa è invitata a mostrare il suo volto e il suo sguardo tenero e amorevole, come Maria. Maria è il volto materno della Chiesa.
Lasciamoci affascinare dalla bellezza che irradia dal volto della Santa Vergine. Essa riflette un’immagine fedele dell’amore di Dio e ci rende capaci di amore e di perdono. Affidiamoci alle sue mani piene di amore e di tenerezza, per sentire il suo sostegno nell’affrontare e vincere le difficoltà del nostro cammino. Continuiamo a guardare il suo volto, che è il volto materno della Chiesa.
Felianus Dogon, OFM

Yanıt yok