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PRIMAVERA: TUTTA LA VITA RISORGE

Nella liturgia lo sguardo per vivere nel mondo con occhi primaverili e pasquali

Da alcune settimane è iniziata una nuova primavera, un tempo di bellezza e di letizia nel quale, secondo la descrizione di San Gregorio Nazianzeno “il cielo è più trasparente, il sole più alto e più luminoso, il corso della luna più brillante, il coro degli astri più puro. Le sorgenti scorrono più limpide, più abbondanti i fiumi, ormai liberi dai ghiacci. I prati odorano, la vegetazione abbonda, gli agnelli saltano tra il verde. La nave lascia il porto a vele spiegate e i delfini l’accompagnano spiccando salti e soffiando lietamente. I pastori e i boari accordano gli strumenti e modulano qualche aria”. Nella vita che rinasce dopo la rigidità dell’inverno i cristiani, fondati in ogni caso sull’antica tradizione ebraica, possono facilmente contemplare la bontà del Signore, origine di tutto e ripetergli con animo grato: “Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi e hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni”.[1] Fin dai suoi albori la Chiesa ha celebrato questo segno della sapienza e dell’amore di Dio anche nella sua preghiera pubblica, in particolare con la tradizione delle “Quattro Tempora” le cui origini, ancorate secondo le ipotesi di alcuni storici a ben più antiche tradizioni ebraiche, sono da individuare in un documento di Papa Callisto I (217-222). Originariamente si trattava di un periodo di digiuno (previsto durante tre giorni: mercoledì, venerdì e sabato) e di più intensa preghiera e penitenza volto ad esprimere gratitudine a Dio per la sua provvidenza che si manifesta nei frutti della terra e del lavoro dell’uomo, santificando il tempo nell’alternarsi delle stagioni. Tra le sue peculiarità, oltre a letture e orazioni specifiche inserite nella Messa, prevedeva la celebrazione di una veglia che iniziava la sera del sabato e terminava sul far del giorno con la celebrazione dell’Eucarestia domenicale. A partire dalla fine del V secolo, su indicazione di Papa Gelasio, le Quattro Tempora furono indicate come periodo propizio per celebrare le Ordinazioni dei presbiteri e dei diaconi. Negli anni successivi al Concilio Vaticano II la presenza di questa tradizione nella vita della Chiesa si è certamente attenuata, ma non è scomparsa del tutto: il Benedizionale[2] propone una preghiera di benedizione da recitare, in questi periodi, come preludio alla Liturgia eucaristica e suggerisce la possibilità di compiere particolari gesti votivi con alcuni simbolici frutti della terra: l’olio in inverno, i fiori in primavera, le spighe di grano in estate, l’uva in autunno. Inoltre L’ Orazionale[3] per la preghiera dei fedeli presenta un formulario specifico per ogni stagione. L’inizio della primavera viene normalmente celebrato nel Tempo di Quaresima (ogni Conferenza Episcopale può stabilire il momento preciso) e presenta questa stagione come un segno per la Chiesa, affinché alla rinascita del creato e alla novità propria dei mesi primaverili corrisponda per i fedeli, in cammino verso la Pasqua con la preghiera, il digiuno e l’elemosina, un rinnovamento umano e cristiano che porti ad una nuova fioritura di fede e di carità. Da questo scaturiscono le preghiere che la comunità dei credenti innalza al Signore, fonte della vita, rivolgendosi a lui con termini suggestivi ed espressivi: al “Divino seminatore” si chiede che nella Chiesa possano fiorire l’integrità della fede, la santità della vita e la carità fraterna; al “Signore della storia” si affidano coloro che hanno responsabilità di governo, perché il loro impegno sia un seme fecondo capace di portare frutti abbondanti per l’intera società; dal “Padre buono” si invoca la protezione per tutte le famiglie, specialmente quelle ferite e affaticate, perché superate le difficoltà (come il creato ha superato il gelo mortifero dell’inverno) siano nella società un modello di vita nuova; alla “Sorgente della gioia” si affidano i giovani del mondo perché con il loro entusiasmo portino una ventata d’aria nuova nel mondo, infine, al “Custode del creato” si chiede di vegliare su tutto il genere umano perché ogni progresso sia attuato nella giustizia e nella concordia e i frutti della terra e del lavoro vengano condivisi con i piccoli e i poveri.

Se è grande la meraviglia e la gioia che nascono dal contemplare l’origine di tutte le cose, il tempo primaverile rappresenta per i figli di Dio un’occasione propizia per comprendere sempre di più che “se fu grande all’inizio la creazione del mondo, ben più grande nella pienezza dei tempi fu l’opera della nostra redenzione, nel sacrificio pasquale di Cristo Signore.”[4] La primavera infatti è la stagione nella quale, qualunque sia la tradizione di riferimento nella determinazione della data, ogni anno si celebra la Pasqua, la nuova creazione nella morte e risurrezione di Gesù. Noi crediamo infatti che “per mezzo di lui rinascono a vita nuova i figli della luce, e si aprono ai credenti le porte del regno dei cieli. In lui morto è redenta la nostra morte, in lui risorto tutta la vita risorge”[5]. Di questo è segno particolarmente concreto (perché la preghiera liturgica della Chiesa o è concreta o non esiste) ed eloquente la liturgia battesimale che ha luogo nel cuore della Veglia pasquale. In essa, secondo un’antichissima tradizione, vengono battezzati i catecumeni e tutti i cristiani sono chiamati a rinnovare le promesse del loro Battesimo. Guardando alla storia della salvezza la Chiesa ha potuto comprendere come, attraverso le vicende dei secoli, Dio abbia voluto che, l’acqua segnasse la fine del peccato e l’inizio della vita nuova. A questo proposito credo sia bello ricordare (e valorizzare nelle nostre celebrazioni liturgiche) la possibilità offerta dal Messale Romano di vivere il rito della Benedizione e aspersione dell’acqua benedetta al posto dell’atto penitenziale nelle celebrazioni eucaristiche di tutte le domeniche dell’anno liturgico, specialmente durante il Tempo Pasquale. Un ulteriore, fondamentale elemento, che pone in relazione la primavera con la Pasqua è quello della luce il cui corso naturale esprime in modo suggestivo il mistero di Cristo. Gregorio di Nissa in una delle sue lettere sottolinea come il Natale, l’ingresso di Gesù nel mondo, coincida con il solstizio d’inverno, quando la luce comincia lentamente ad avere la meglio sulle tenebre, mentre la Pasqua si celebri nelle settimane primaverili, quando, nell’arco della giornata, le ore luminose raggiungono la loro massima estensione. In ciò la Chiesa ha trovato un segno della vittoria del Risorto sulle oscure tenebre del peccato. Ognuno di noi può vivere sacramentalmente questo nella liturgia della Veglia Pasquale che si apre nel buio e viene illuminata non dalla luce del sole o della luna e nemmeno dai fari o dalle lampade, ma solo dalla luce del Cero, segno di Cristo, che via via si diffonde alle candele portate in mano dai fedeli. Il testo del Preconio pasquale (meglio conosciuto forse come “Exultet”) ci invita a riconoscere nella Pasqua il compimento di un’antica promessa: “la notte splenderà come il giorno e sarà fonte di luce per la mia delizia”, prega che il Cero risplenda di luce che mai si spegne e, indirizzando lo sguardo della Chiesa all’eternità, auspica che sia trovato acceso da Colui che è la stella del mattino che non conosce tramonto, Gesù il Figlio di Dio “che risuscitato dai morti fa risplendere sugli uomini la sua luce serena”. Così la Chiesa può continuare il suo cammino ordinario, nella quotidianità, certa di ricevere ogni giorno dal Signore esistenza, energia e vita, libera da ritualismi sterili, precomprensioni, schemi e abitudini, capace di andare in tutto il mondo con occhi primaverili e pasquali abili a vedere in ogni terra una terra promettente dove può sorgere (o risorgere) la vita.

p. Alessandro Amprino

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[1] Prefazio delle Domeniche del Tempo Ordinario

[2][2] Nell’edizione italiana si tratta dei numeri dal 1814 al 1819.

[3] Si è fatto riferimento all’Orazionale per la preghiera universale della Conferenza Episcopale Italiana, II edizione 2020, p. 107.

[4] Orazione dopo la prima lettura della Veglia Pasquale

[5] Prefazio Pasquale II

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