
Il Patriarca siro-ortodosso di Antiochia, S.B. Mor Ignatius Aphrem II, ha visitato, lo scorso 19 febbraio, la numerosa comunità siriaca che si riunisce per le celebrazioni nella nostra chiesa di Yeşilköy. Al seguito S.E. Filuksinos Yusuf ÇETIN, Métropolita delle Chiese della Turchia. In assenza del parroco, p. Pawell, gli ho dato il benvenuto con alcuni cristiani che avevano appena partecipato alla nostra messa domenicale (I cattolici celebrano alle 10.30, i siriaci dalle 11.30). Il Patriarca si è dimostrato molto gentile e amabile e mi ha chiesto notizie sulla situazione di Antiochia. Domani andrà a visitare la città e a portare la sua vicinanza e solidarietà alle persone colpite dal terremoto. Gli ho ricordato di aver incontrato proprio ad Antiochia per ben due volte il suo predecessore, Mor Ignatios 1° Zakka Iwas, di cui ho un bellissimo ricordo. Vale la pena rispolverare qualche ricordo della visita del 2000, tratto dalla Cronaca di Antiochia.

1° aprile 2000. Quasi un migliaio di siriani giacobiti sono venuti in pellegrinaggio ad Antiochia per la visita del loro patriarca, Mor Ignatios I Zakka Iwas, proveniente da Damasco con il suo sinodo, composto da rappresentanti di tutto il mondo (sono qualche milione).
Nel tardo pomeriggio circa 250 persone hanno invaso la nostra chiesa, dove il vescovo siriano cattolico di Aleppo insieme a un suo sacerdote e al responsabile dei siriani cattolici di Istanbul, Mgr. Yusuf Sağ, ha presieduto la celebrazione.
2 aprile Oggi qui ad Antiochia ho vissuto un’autentica giornata ecumenica improntata al desidero di comunione, nel rispetto vicendevole. Alla 9.00 alla Grotta di s. Pietro ha avuto luogo il pontificale, quanto mai affascinante. Sentire pregare, cantare, leggere nella lingua di Gesù è bellissimo. La grotta è stracolma e la troupe televisiva italiana riprende tutta la celebrazione, per realizzare un documentario destinato alle varie comunità siriane del mondo. Nel suo intervento finale il nostro vescovo chiede al Signore e ai presenti di ritrovare lo spirito di unità e amore delle prime comunità cristiane nel rispetto delle diverse tradizioni. L’applauso convinto prova quanta sete di unità ci sia nei cristiani: i responsabili non possono ignorarlo.
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