Nel suo messaggio per la Quaresima 2023, Papa Francesco paragona il cammino sinodale all'ascesi quaresimale. Proviamo a dare uno sguardo più da vicino all'ascesi quaresimale. Il tempo di Quaresima è soprattutto il tempo in cui Dio dice: “Cercami, perché questo è il tempo in cui mi lascio trovare”. Mettiamoci allora alla ricerca dei modi più efficaci per trovare Gesù. Non dobbiamo guardare lontano. Sentiamo già la prima chiamata di Dio il Mercoledì delle Ceneri: convertitevi e credete al Vangelo. Cosa significa? Significa che dobbiamo aprire di più gli occhi e guardarci intorno per entrare nel giusto “cammino di conversione” e che, se non lo vediamo, abbiamo bisogno di farci illuminare dalla luce del Vangelo. È proprio così, non c'è nessuna possibilità di non trovare la strada. Basta solo volerla trovare. La prima domenica, in questo cammino di conversione e di ascesi Gesù ci condurrà nel deserto, per quaranta giorni di preghiera, mortificazione, esperienza della croce e delle situazioni scomode della vita.
Conosciamo e abbiamo letto tante volte le tentazioni di Gesù. Non voglio usare la parola dialogo di Gesù con Satana, perché non era un dialogo e Gesù mette in guardia ognuno di noi dal dialogare con Satana. Se entriamo in dialogo con lui, abbiamo già perso. Impariamo invece da Gesù a resistere alla tentazione e a trovare ispirazione nella Parola di Dio, a viverla, a nutrirci di essa. Grazie alla Parola, siamo forti della forza di Dio stesso.
Nella seconda domenica, Gesù ci porterà sempre più in alto, sul monte della Trasfigurazione.
Come scrive Papa Francesco: «Il Signore ci prende con sé e ci conduce in un luogo appartato. Anche se i nostri normali doveri ci impongono di stare nei nostri luoghi abituali, vivendo la routine spesso ripetuta e talvolta noiosa, durante la Quaresima siamo invitati a "salire sull'alto monte" insieme a Gesù per una speciale esperienza di ascesi».
L'ascesi quaresimale è un tentativo, sempre animato dalla grazia, di superare la nostra mancanza di fede e resistenza a seguire Gesù lungo la via della croce. Questo è ciò di cui avevano bisogno i discepoli, questo è ciò di cui abbiamo bisogno noi.
Per approfondire la nostra conoscenza del Maestro, dobbiamo lasciarci condurre da Lui in luoghi remoti (deserto) e verso l'alto (Tabor), distaccandosi dalla nostra mediocrità e vanità. Dobbiamo intraprendere un cammino in salita che richiede fatica, dedizione e concentrazione. Dovrebbe essere come una gita in montagna.
Come Chiesa facciamo pellegrinaggi nel tempo, viviamo l'anno liturgico e, in esso, la Quaresima, camminando con coloro che il Signore ci ha posto accanto come compagni di viaggio. Siamo tutti discepoli dell'unico Maestro. Sappiamo che Egli stesso è la Via e quindi, seguendolo, la Chiesa non fa altro che entrare sempre più profondamente e pienamente nel mistero dell'incontro e della conoscenza di Cristo Salvatore.
Sul monte, ai tre discepoli che stanno con Gesù viene data la grazia di vederlo nella sua gloria, risplendente della luce soprannaturale che da lui emanava. La bellezza divina di questo evento era incommensurabilmente maggiore di qualsiasi sforzo i discepoli avevano dovuto fare per salire sul Tabor.
Come in ogni difficile spedizione in montagna, mentre si sale bisogna puntare lo sguardo sulla strada, ma il panorama che si apre in cima sorprende e ripaga la fatica con la sua meraviglia.
Papa Francesco ci mostra così la bellezza specifica del cammino ascetico quaresimale. Ha lo scopo di trasformarci, sia personalmente che collettivamente. Una trasformazione che in entrambi i casi trova il suo modello nella trasfigurazione di Gesù e si compie con la grazia del mistero pasquale.
Affinché la Quaresima di quest'anno sia per noi un tempo di profonda trasformazione, il Papa ci propone due “cammini” da percorrere per entrare insieme a Gesù nel mistero pasquale e raggiungere insieme con Lui la meta.
«La prima via si riferisce all'ordine che Dio Padre impartisce ai discepoli. Una voce dalla nube dice: "Ascoltatelo" (Mt 17,5)». Questo primo suggerimento è molto chiaro: ascolta Gesù. La Quaresima è un tempo di grazia in cui ascoltiamo Colui che ci parla. E come ci parla? Anzitutto nella Parola di Dio che la Chiesa ci offre nella liturgia: non lasciamola cadere nel vuoto. Se non possiamo partecipare sempre alla Santa Messa, leggiamo giorno dopo giorno le letture bibliche, anche con l'aiuto di Internet.
«La seconda via è ascoltare Dio che ci parla nei nostri fratelli e sorelle, soprattutto nei volti e nelle storie di chi ha bisogno di aiuto». Non dobbiamo dimenticare che in questo tempo siamo particolarmente chiamati a compiere tre opere: il digiuno, la preghiera e l’elemosina.
Seguiamo allora quest'anno il cammino di conversione attraverso la Quaresima. È il segnale che ci indica la direzione verso la Pasqua.
Ci prepara a vivere la passione e la croce di Cristo con fede, speranza e amore, per giungere finalmente al sepolcro vuoto e comprendere la sua e nostra risurrezione.
P. Ireneusz Bochyński

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