NELL’ARCIDIOCESI DI IZMIR
Nel tardo pomeriggio di sabato 2 dicembre 2023, al principio del nuovo anno liturgico, la comunità diocesana di Izmir si è riunita nella Cattedrale di San Giovanni Apostolo per aprire l’Anno Eucaristico indetto nelle settimane precedenti dai nostri vescovi per tutta la Chiesa che vive in Turchia. Non potendo essere presente a causa di alcuni impegni inderogabili, Mons. Martin Kmetec mi ha chiesto di rappresentarlo presiedendo la celebrazione e assicurando la sua unione spirituale a questo momento importante per la vita della comunità cristiana. L’omelia è stata tenuta dapprima in lingua turca da p. Felyanus Dogon, Vicario Generale e poi in lingua inglese da P. Pascal Keneth ed ha permesso di meditare sul mistero eucaristico anche in riferimento ai testi biblici e liturgici propri del giorno.

Attraverso l’accensione della prima candela nella tradizionale corona di Avvento e la proclamazione del brano evangelico di Marco (Mc 13, 33-37) nel quale Gesù invita tutti a vegliare in attesa del suo ritorno, la celebrazione ha inevitabilmente posto in evidenza il suo carattere escatologico, come a voler ricordare in modo particolare che l’Eucarestia non solo ci rafforza nel pellegrinaggio della vita terrena, ma ci permette anche di desiderare e pregustare in modo più intenso la vita eterna verso la quale Gesù ci ha aperto il passaggio con la sua Pasqua.
Durante i riti offertoriali alcuni fedeli hanno portato all’altare il pane, il vino e l’acqua per la celebrazione dell’Eucarestia, segno che la Chiesa è davvero, in forza del Battesimo, un popolo sacerdotale riunito dallo Spirito Santo per offrire il sacrificio eucaristico e diventare dono d’amore per il bene del mondo intero.
La celebrazione si è conclusa con un breve, ma intenso, momento di adorazione eucaristica. Essa rimane una delle più belle manifestazioni dell’ “essere Chiesa” e, quasi come un fiume di grazia che sorge dalla celebrazione liturgica, permette ai fedeli di prolungare l’unione raggiunta con Gesù nella comunione, di trascorrere con il Figlio di Dio momenti di intima familiarità aprendo a lui il proprio cuore e di rinnovare l’alleanza che li spinge ad esprimere sempre più nella vita ciò che, nella Santa Messa, hanno ricevuto nella fede e nel sacramento. Infine, per sottolineare come attraverso l’Anno dell’Eucarestia le comunità cristiane presenti in Turchia desiderino partecipare in modo più intenso alla vita della Chiesa universale, diffusa su tutta la terra, nel corso del tempo di adorazione è stata recitata la preghiera ufficiale del 53 ̊ Congresso Eucaristico Internazionale che si svolgerà a Quito nel settembre del 2024:
Signore Gesù Cristo,
Pane vivo disceso dal Cielo:
guarda il popolo del tuo cuore
che oggi ti loda, ti adora e ti benedice.
Tu ci raccogli alla tua mensa
per nutrirci del tuo Corpo:
fa’ che superando divisioni, odio ed egoismo,
ci uniamo tra noi come veri fratelli,
figli del Padre che sta nei cieli.
Inviaci il tuo Spirito di amore,
perché cercando vie di fraternità:
pace, dialogo e perdono,
collaboriamo a sanare le ferite del mondo.
Amen
Articolo: Padre Alessandro Amprino
